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FRESCOBALDI PER NOI
Gianni Coscia (fisarmonica)
Fulvio Sigurtà (tromba)
Dino Piana (trombone)
Enzo Pietropaoli (contrabbasso)


cd-frescobaldiGiulio Confalonieri, nella sua mirabile Storia della Musica, definisce Frescobaldi "un musicista moderno che conosce i suoi segreti e li apre agli altri con visibile compiacenza". Un'apertura e una modernità che giungono fino a noi se sappiamo cogliere la freschezza, la genialità e l'attualità della sua opera. E' sorprendente la suggestione che, a oltre quattro secoli, provoca l'ascolto delle poche battute di una passacaglia, di un kirie, di un praeambulum, dove l'invenzione e la sapienza musicale mantengono inalterata una valenza al di fuori del tempo. L'improvvisatore contemporaneo, attento e sensibile al messaggio, non tradisce la scrittura originale che lascia inalterata - nonostante l'adattamento ad un'orchestrazione insolita - ma azzarda uno sviluppo armonico, un'invenzione ritmica talvolta spregiudicata, un fraseggio solistico o d'insieme che in ogni caso sono emozionalmente indissolubili dall'impressionante opera del grande ferrarese. In particolare, l'approccio con le partiture originali per organo è avvenuto attraverso la trascrizione fedele dell'opera dell'Autore, peraltro nella necessità di un adattamento agli strumenti in concerto. La scelta dell'organico - nella determinante presenza della tromba e del trombone - restituisce un'aura rinascimentale alla quale paiono ben adattarsi la fisarmonica e il contrabbasso. Nell'esposizione dei temi, sempre di breve durata, gli esecutori rispettano il testo di Frescobaldi, con la costante di raggiungere in ogni caso l'equilibrio timbrico. Ma il punto essenziale resta l'impronta dei frammenti frescobaldiani sulle successive (e qualche volta anticipate) invenzioni melodiche, armoniche o ritmiche.

Gianni Coscia


Frescobaldi per noi

frescobaldi01Certo Gianni Coscia con questo suo "Frescobaldi per noi" non ha pensato a possibili ricorrenze, eppure, giusto 400 anni or sono, Girolamo Frescobaldi era a Milano, reduce da Bruxelles dove si era recato al seguito del cardinale Guido Bentivoglio, per seguire la stampa de "Il primo libro delle fantasie a quattro". Una coincidenza di poco conto che ci mostra però un altro aspetto del musicista seicentesco: non soltanto occupato dalla sua musica, ma paziente, testardo addirittura, nel seguirne il cammino anche sulla stampa.

"Nacque Girolamo Frescobaldi – scrive Flavio Testi nella sua monumentale opera "La musica strumentale italiana nel Seicento" – il 15 settembre 1583 a Ferrara, da Filippo, distinto organista, e da tale Lucrezia. Talento musicale precoce e non comune." Un apprezzamento questo di Testi che ci sembra decisamente inadatto per descrivere lo straordinario talento del giovane Frescobaldi, anche se poi l'autore si corregge e lo definisce, citando il Libanori, autore dello stesso secolo del musicista "Sparsasi la voce di questo stupendo e meraviglioso musico et organista miracoloso dicono che suonò, ebbe più di trentamila auditori e gli stessi antichi e celebratissimi organisti ne restarono attoniti e non pochi tocchi di invidia."

Libanori certo ha esagerato con quel numero di ascoltatori ma, comunque, offre il segno di quanto il giovane Frescobaldi, lasciata Ferrara per Roma, avesse subito attirato l'attenzione di tutti i musicisti, sia per il suo virtuosismo sull'organo, sia per le sue composizioni che movendo dalle esperienze di Andrea Gabrieli, lasciano lo schema rigoroso dell'epoca per affidarsi al gioco della fantasia. Insomma un musicista notevole anche per la sua modernità, ma anche un musicista che non capita di ascoltare frequentemente nelle sale da concerto. Ed ecco la ovvia domanda: come mai Gianni Coscia lo propone oggi in una versione che, pur lasciando intatte le strutture originali, mostra cento diverse sfaccettature, adatta le musiche al jazz, pur senza fare del jazz, ne ricostruisce gli schemi valendosi di una sorta di quartetto da camera, insolito anche per la sua composizione, fisarmonica, trombone, tromba e contrabbasso: due fiati che possono avvicinarci al Seicento, una fisa che in qualche modo si riferisce all'organo, un contrabbasso che pare fuori tempo e che, al contrario, non soltanto fornisce uno splendido tappeto armonico, ma si inserisce splendidamente nel contesto del quartetto.

frescobaldi02Racconta Gianni Coscia: "Un nuovo disco per me significa anche un possibile nuovo progetto. Non mi piace rifare ciò che ho già inciso, magari con contesti diversi, preferisco lasciarmi stuzzicare dalla fantasia, prendere dagli entusiasmi. Così, per caso, un giorno Francesco Ciarfuglia mi ha fatto ascoltare al pianoforte alcune pagine di Frescobaldi che mi hanno colpito per la loro freschezza melodica, per la loro ricchezza. Il progetto è nato da quell'ascolto. Bisognava trovare, però, un gruppo adatto ed ho pensato che gli ottoni erano necessari ed ecco Dino Piana col suo trombone a pistoni, quello a coulisse non mi avrebbe dato il suono giusto, e il giovane Fulvio Sicurtà alla tromba, con al basso Enzo Pietropaoli." Ed è nata l'incisione che si apre con la data di nascita del celebre organista, ma con una composizione di Coscia alla Frescobaldi e si chiude nello stesso modo: 1583- 1643.

Il risultato, anche per chi non dovesse sapere nulla di Frescobaldi, né della rilettura che ne fanno Coscia e compagni, è straordinariamente attuale. Una musica intessuta di sottili eleganze, ma che ha la fragranza della genuità, una musica che poco ha da spartire con quella naturale di Coscia, ovvero il jazz, ma dalla quale traspare spesso il senso di un dinamismo che al jazz l'apparenta, una musica, infine, nella quale la fisarmonica ha, ovviamente, un impatto particolare, ma che lascia spazi anche agli altri strumento e Dino Piana mostra tutta la sua maestria e i suoi soli davvero possono essere jazzistici, così come quelli di Fulvio Sigurta, mentre Pietropaoli costruisce un intenso tessuto armonico che fa da suntuoso tappeto ai suoni degli altri. In un primo momento non me ne ero accorto, Coscia me lo ha sottolineato, ma i temi di Frescobaldi scelti per l'incisione lasciano affiorare cose che solo la musica di oggi contiene. Certo lo avvertiamo noi alla luce di quanto è accaduto nei secoli, ma nelle "Partite sopra 'La follia' " traluce qualcosa di iberico che è proprio della danza della follia che dalla Spagna arrivava e che Frescobaldi è improbabile che conoscesse, o ancora in "Passacaglia" è possibile addirittura identificare una "nota blues", quella diminuita che crediamo appartenere solo alla musica afroamericana o a quella africana.

"Mi sono ispirato alle linee melodiche dell'autore, - dice ancora Coscia -ho aggiunto una struttura armonica inventata, ho citato l'originale e poi sono andato avanti sviluppando il discorso dove Frescobaldi si era fermato. Ho preso i collettivi polifonici dell'epoca e li ho affidati ai nostri quattro strumenti. Ne è nato un Frescobaldi che rimane Frescobaldi." Ma che è anche molto Coscia.

Vittorio Franchini

 

 

Brani del CD

1. 1583 (Coscia)
2. Praeambulum (per trombone) (Frescobaldi)
3. Partite sopra "la Follia" (Anonimo, rielaborazione Frescobaldi)
4. Passacagli (Frescobaldi) - Aria (Coscia)
5. Toccata avanti la Messa (Frescobaldi)
6. 1635 (Coscia)
7. Kirie (Frescobaldi)
8. Capriccio pastorale (Frescobaldi)
9. Danza dei pastori (Coscia)
10. Toccata (Frescobaldi) - Canzona (Coscia)
11. Praeambulum primi toni (per contrabbasso) (Frescobaldi)
12. Praeambulum (per tromba) (Frescobaldi)
13. 1643 (Coscia)

Registrato nello studio Vocabolo San Martino di Todi (PG) il 28 e il 29 marzo 2006

Registrazione - Francesco Ciarfuglia
Editing e missaggio - Francesco Ciarfuglia e Roberto Lioli
Masterizzazione - Stefano Cappelli, Creative Mastering Studio di Forlì
Grafica e Foto - Mauro Versiglioni
Prodotto da Giottomusic, Bartok srl Perugia 2007
Coprodotto da Lorenzo Frondini
Giottomusic LM 113 - Tutti i diritti riservati
Distribuito da IRD (www.ird.it)

L'etichetta GIOTTOMUSIC è orgogliosa di presentare "Frescobaldi per Noi", la nuova creazione discografica di Gianni Coscia. E' un'insolita rivisitazione delle composizioni del musicista ferrarese Gerolamo Frescobaldi, rivisitazione che accosta le atmosfere rinascimentali, sottolineate dalla presenza degli ottoni tromba e trombone, a spregiudicate improvvisazioni di sapore jazzistico con temi originali di Coscia. La vera peculiarità della proposta sta nel fatto che il materiale contrappuntistico di partenza non viene assolutamente alterato, ma è riproposto con l'unica variante che è quella timbrica dovuta alla presenza degli strumenti dell'organico proposto da Coscia (fisarmonica, tromba, trombone e contrabbasso). Questo poi diventa materiale di ispirazione per improvvisazioni e creazioni di nuovi temi stilisicamente variegati i quali spesso diventano evocazioni di immagini cinematografiche. L'organico, sebbene insolito, è compatto e ben adatto allo scopo, arricchito dalla grande esperienza di musicisti che non hanno bisogno di presentazione. Fulvio Sigurtà, giovane trombettista di grande duttilità e sensibilità, si amalgama perfettamente all'ensemble di musicisti che in passato hanno più di una volta collaborato tra loro; sono Enzo Pietropaoli e Dino Piana. Determinante inoltre nella realizzazione del progetto è l'ormai quindicennale collaborazione tra Francesco Ciarfuglia, fondatore della Giottomusic, e Gianni Coscia. Ciarfuglia ha registrato e prodotto gran parte dei progetti di Coscia, sia discografici sia cinematografici nella realizzazione di colonne sonore. Collaborano infatti dal 1993 e "Frescobaldi per Noi" deve essere considerato il punto di arrivo di una lunga esperienza artistica e discografica vissuta insieme.

Note per " Frescobaldi per noi

frescobaldi03Seduto al pianoforte, Francesco Ciarfuglia scorre a prima vista partiture di Frescobaldi per organo. Diplomato al Conservatorio, ottimo improvvisatore, non ho mai capito perchè è restio ad esibirsi. Si compiace di farmi ascoltare questi gioielli e mi stimola a rivederli in chiave jazz.
Non mi piacciono le jazzificazioni, però la magia polifonica del grande ferrarese mi intriga.
E' nato cosi' questo lavoro: una trasposizione fedele della tessitura originale, riscritta per un quartetto inedito che mantenga un'aura rinascimentale ( tromba e trombone ) alla quale paiono ben adattarsi il contrabbasso e la fisarmonica ( utili ritmicamente ) anche nei momenti delle elaborazioni.
E' opportuno rilevare come l'esposizione dei temi, da un lato mi ha suggerito la creazione di spunti originali ( vedasi Aria, Danza dei pastori, Canzona ), dall'altro mi ha del pari influenzato nella realizzazione di strutture armoniche per le improvvisazioni singole e, talvolte collettive, dei solisti il linguaggio dei quali, pur nella inevitabile modernità, non tradisce la fonte.
Qualche anno addietro, mi capitò di entrare nella cattedrale di San Michele di Coventry. Solo io con la mia famiglia e un bravo organista improvvisava su un monumentale strumento. Fu un' emozione indimenticabile non solo per la musica, ma anche per la mirabile opera dell' architetto Spencer che riusci' a ricostruire la chiesa mantenendo integra la torre originaria, l' unica sopravvissuta al terribile bombardamento.
Mi si perdoni l' accostamento anche perchè qui non ho ricostruito niente, ma soltanto ho inteso sottolineare che le elaborazioni effettuate non prescindono dai brevi capolavori frescobaldiani, senza nel contempo alterarne lo splendore originario. Se si ritiene che il lavoro, nella sua globalità, mantiene una precisa e univoca fisionomia, posso ritenermi soddisfatto.
Nell'elenco dei brani vi sono poi tre date: 1585 ( la nascita di Frescobaldi ) - 1635 ( la data dei " Fiori Musicali " ) - 1643 ( la Sua morte ). Sono altrettanti mie improvvisazioni su un' unica base di accordi che forse avevo dentro fin dal primo ascolto con Francesco, O forse anche da quel giorno a Coventry al suono dello sconosciuto organista.

Gianni Coscia


Tour di presentazione e Conferenze stampa

11 aprile 2007 Valenza (AL), Teatro Civico
ore 21,00 Concerto

12 aprile Padova, Centro Espositivo Porche

ore 21,00 Concerto

13 aprile Ferrara, Caffetteria del Castello Estense
ore 20,00 Conferenza stampa, ore 20,30 Aperitivo, ore 21,00 Concerto

 

Relatori della conferenza stampa:
Architetto Marco Borella, Direttore dell'Istituzione Castello Estense di Ferrara
Prof. Giorgio Fabbri, Direttore del conservatorio "Frescobaldi" di Ferrara
Francesco Ciarfuglia, produttore discografico
Gianni Coscia, musicista

14 aprile Milano, Società Umanitaria, Via Daverio 7
ore 17,00 conferenza stampa presieduta da Vittorio Franchini, ore 17,30 concerto

 
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