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Puccini Jazz Francesco Arrighini Questo disco è interamente dedicato a mio padre, Francesco “Franz” Arrighini che ci ha lasciato lo scorso 8 ottobre 2007. La sua energia, il suo “mood”, la sua passione e personalità e quindi i ricordi che ho di lui sono presenti in ogni nota della mia musica perché è a lui che devo gran parte del fatto che oggi sono un musicista, sia per il contributo morale con cui mi ha da sempre appoggiato e sostenuto a intraprendere questa carriera ma senza mai celarmene le difficoltà sia, di conseguenza, per tutti i sacrifici fatti per farmi studiare.Una volta mi disse: “se vuoi fare il musicista va bene, ma dovrai farlo seriamente!” Non avete idea di cosa abbia significato questo per me e per la mia formazione di uomo e di “musico”, come mi chiamava lui. Non ultimo, quando già avrei dovuto considerarmi un pianista “fatto” (non di droga ovviamente!!) e per motivi di età (!) per avermi sempre esortato, davanti alle difficoltà di questo genere così colto e selettivo a “resistere”, mi diceva spesso che un artista deve andare solo in una direzione e che i risultati sarebbero potuti anche non arrivare o arrivare con i capelli bianchi (beh, qualcuno già ce l'ho!). Nella vita ha fatto di tutto, dall'insegnante di lettere al musicista, dal poeta al giornalista, dal compositore al regista al critico cinematografico, in una parola era un artista nell'anima ed ognuna di queste discipline veniva da lui sempre perseguita con creatività. Era anche un grande appassionato del Bridge, mi dicono anche piuttosto bravo. Dico questo perché so che anche Giacomo Puccini soleva, tra un'aria e l'altra, intrattenersi con gli amici torrelaghesi al tavolo di gioco e allora mi piace immaginarli insieme che, mentre io sono lì a spremermi le meningi in cerca dell'idea giusta per un arrangiamento, si fanno beffe e sberleffi di me con in mano un bicchierino chiedendosi (vi ricordo che siamo viareggini conterranei del Maestro): “Ma vesto vì, alla fine, che vol fa'.?!”Mio padre era un grande esperto della musica del grande Maestro, ne conosceva “vita morte e musica”, scusate il gioco di parole, ma era così che definiva la sua musica, un miracolo appunto. Non posso dimenticare quando in macchina, al ritorno dalla lezione di piano al Conservatorio di Lucca, finiva sempre per cantare a squarciagola le arie più famose, molte delle quali sono presenti in questo cd. In certi momenti ricordo che la cosa mi infastidiva non poco, ma oggi dico che era uno dei momenti in cui avvertivo più forte la sua presenza. Fare musica è il mio miglior modo per ricordarlo e farlo ricordare. Spero di non essere stato retorico, ma caloroso. Tanto mi era dovuto. Buon ascolto. This work is entirely dedicated to my father, Francesco “Franz” Arrighini, who left us on last 8th October 2007. His energy, his “mood”, his passion and character, and consequently his memory lives in any note of my music: I owe him a great deal if today I am a musician.He always supported me with his moral contribution, encouraging me to take up this career. He did not hide the difficulties and all the privations he suffered to allow me to study. Once he told me: “If you want to be a musician, it’s fine; but you have to do it seriously!” You can’t imagine what it meant to me and to my formation like human being and “musico”, as he used to call me. When I used to consider me a confirmed pianist, he still encouraged me in front of the difficulties offered by this very selective and cultured kind of music; he often told me that an artist should go only in one direction and that the results would arrive sooner or later (even with white hairs, and I think I have already some!). During his lifetime he did everything: professor in literature and musician, poet and journalist, composer and producer, film reviewer: he was an artist in his mind and anything he did was always carried out in a really creative way. He had also the passion for the bridge, and people says he was really a skilful player. I know that between two “aria”, Giacomo Puccini used also to stay with his friends of Torre del Lago around a gaming-table. So I like to think they are together now while I’m trying to find out the right idea for an arrangement; they are making fun of me, holding a glass and wondering “... Ma vesto vi, alla fine, che vol fa...” (we are all native of Viareggio). My father had a profound knowledge of the great Maestro, he knew “life, death and music”, according to his own words, because he considered this music like a miracle. I can’t forget when he drove back from Lucca, after the piano lesson at the Conservatory, he used to sing at the top of his voice some very famous “aria” (many are included in this CD). Sometimes I remember I was really disturbed by this behaviour, but now I think that in those moments I felt stronger his presence. Playing music is my best way to remember and to recall him. Hoping not to be rethorical, but friendly. I owed it him. Have a nice listening. Riccardo Arrighini
RINGRAZIAMENTI Stefano Galli, amico e collaboratore, senza il quale non avrei mai intrapreso questa strada.Alessio Barbieri, grande fonico ed amico e sempre,da buon livornese, generoso. La mia famiglia, mia moglie Stefania e mio figlio Matteo Franz, come sempre. Mia madre, mia sorella e mia nipote, anche loro hanno preso parte a questo lavoro. La Fondazione Festival Pucciniano di Torre del Lago (LU) ed Umbria Jazz per aver sposato il progetto e collaborato più che attivamente alla sua realizzazione. L’etichetta “Giotto” nella persona di Francesco Ciarfuglia, da sempre mio estimatore, per essere anche persona, oltre che cara, con cui si può discutere e confrontarsi e non è poco. Enzo Capua, in ogni mio progetto il suo zampino, in un modo o nell’altro, c’è sempre. Gli amici Massimiliano, Massimo, Guglielmo e Nori, Stefano e Saida, Giorgio Fiamma e figli, Alex Martini Loca e Tatiana per il calore con cui da sempre sopportano il mio narcisismo e mi fanno sentire “coccolato”. THANKS TO: Stefano Galli, friend and collaborator, without him I’d never took up this way. Alessio Barbieri, fine sound technician and since ever my friend, a good and generous Leghorn native. My family, my wife Stefania and my son Matteo Franz, like always. My mother, my sister and my niece, they also took part in this work. The Puccini Festival Foundation of Torre del Lago (LU) and Umbria Jazz, for their support to this project and their strong contribution to its realisation. The “Giotto” label in the person of Francesco Ciarfuglia, one of my first esteemers, a really nice person which fosters discussion and dialogue. Enzo Capua, because all my project bear his mark, he’s always there in some way. My friends Massimiliano, Massimo, Guglielmo and Nori, Stefano and Saida, Giorgio Fiamma and his sons, Alex Martini Loca and Tatiana because they stand my narcisism with their warm-heartedness, making me feel really “cuddled”. Recorded on March 20/21, 2008 at Giottomusic Recording Studio, Perugia Project by Franco Moretti Music consultant Giuseppe Acquaviva Mixing & mastering Francesco Ciarfuglia and Stefano Cappelli Work direction Laura Barone Graphic design and Photos Mauro Versiglioni Translations Liliana De Donato |
Copyright 2009 Giotto Music s.r.l. - Viale Roma, 51 - 06121 Perugia - C.F. 80055950549 e P.IVA 02728860541
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La sua energia, il suo “mood”, la sua passione e personalità e quindi i ricordi che ho di lui sono presenti in ogni nota della mia musica perché è a lui che devo gran parte del fatto che oggi sono un musicista, sia per il contributo morale con cui mi ha da sempre appoggiato e sostenuto a intraprendere questa carriera ma senza mai celarmene le difficoltà sia, di conseguenza, per tutti i sacrifici fatti per farmi studiare.
“Ma vesto vì, alla fine, che vol fa'.?!”
His energy, his “mood”, his passion and character, and consequently his memory lives in any note of my music: I owe him a great deal if today I am a musician.
Stefano Galli, amico e collaboratore, senza il quale non avrei mai intrapreso questa strada.