Tribute to Charlie Parker - Press review PDF Print E-mail

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cd-tributeUn giovanissimo prodigio siciliano, Francesco Cafiso; il genio assoluto del jazz, Charlie Parker; un progetto singolare quanto storico che unisce sax a orchestra d'archi. Sono questi gli ingredienti di "Tribute to Charlie Parker". Il progetto è stato prodotto per celebrare il cinquantesimo anniversario della morte di "Bird". I temi sono alcuni dei più famosi evergreen del repertorio americano. Parker sperimentò fra gli anni '40 e '50 per la Verve, etichetta dell'impresario Norman Granz un'idea per il tempo assolutamente inusuale: fare jazz in un contesto accademico. Umbria Jazz rievoca quell'esperienza utilizzando le partiture originali. Il cd si chiude con un solo di Cafiso, "Prayer for Charlie", da lui dedicato al maestro.

Marcello Migliosi, Giornale telematico dell'Umbria, Gennaio 2006

 

Il giovanissimo Cafiso pare reincarnarsi nel genio del bebop per cimentarsi con uno dei più difficili, ma al tempo stesso affascinanti, repertori della storia del jazz, ottenuto con il prezioso contributo del critico musicale Dan Morgenstern.

Claudio Bianconi, Corriere dell'Umbria, Dicembre 2005

 

Già la prima traccia, "I'll Remenber April", può risultare spiazzante: in un "test alla cieca" ci si può confondere al punto da pensare di trovarci all'ascolto delle incisioni di Charlie parker con gli archi. Si tratta invece dell'enfant prodige Francesco Cafiso, un altosassofonista ancora minorenne riconosciuto a livello internazionale e vincitore di una gran mole di premi. E' impressionante quanto Cafiso sia bravo a evocare il geniale maestro e a volare liberamente con quel caratteristico fraseggio sinuoso e plastico, intriso degli strani intervalli introdotti nei primi 40 da Bird e dagli altri eroi del bebop. Da segnalare l'ispirata performance del nostro giovane artista in "Laura" e "Just Friends", dove il suo fraseggio cristallino e lucidissimo splende purezza e senso della sintesi.

Enzo Pavoni, Jazz Magazine, Marzo 2006

Il disco, è stato inciso in un piccolo teatro storico dell'Umbria. Con Cafiso ci sono i solisti di Perugia, orchestra da camera che solitamente suona, peraltro molto bene, il Barocco italiano guidata dal primo violino Paolo Franceschini. Il sedicenne Cafiso suona Parker dunque, ed è in fondo naturale per un giovane che dimostra di essere a suo agio con il linguaggio del jazz, e del bop in particolare, come forse nessun altro jazzman italiano a quell'età.

Paolo Occhiuto, Audio Review, Febbraio 2006

 

Francesco Cafiso, definito il Charlie Parker dei nostri tempi persino dalla stampa specializzata USA, che lo ha accolto trionfalmente, il nostro "bird" si sdebita con un album dedicato interamente al jazzista che lo ha maggiormente influenzato. Francesco Cafiso & Strings affronta il Parker più difficile ed affascinante riallacciandosi agli arrangiamenti originali delle celeberrime produzioni di Norman Granz per la Verve realizzate negli anni '50.

IRD, Mensile D'Informazione e aggiornamento discografico, Febbraio-Marzo 2006

 

A partire dal 1949, Charlie Parker si misurò più volte con gli archi, in studio e dal vivo, su una ventina di temi, diciassette dei quali ritroviamo in questo omaggio. Cafiso se la cava splendidamente, in invidiabile equilibrio fra rispetto (gli arrangiamenti sono quelli originali) e piccoli ma significativi elementi di differenziazione. Tra questi, colpisce un maggior relax interpretativo, laddove Parker era più nervoso, increspato, se non nell'esposizione tematica certamente nello sviluppo improvvisativo, in quel progressivo attorcigliarsi e flettersi del fraseggio, fino a epiloghi quanto mai stringati, quasi perentori.

Alberto Bazzurro, Musica Jazz, Aprile 2006
 
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