| Cirko Guerrini - Press Review |
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"Cirko Guerrini" pur essendo costruito su di un'impostazione jazz, mette in evidenza la natura giocosa di questo musicista. Nonostante sia interamente strumentale e suonato con Saverio Tasca, Mauro Grassi, Daniele Mencarelli e Paolo Corsi, non è un disco strettamente jazz: viene sviluppato un jazz aperto, in cui trovano spazio slanci di musica leggera e popolare. Attraverso le figure di personaggi come il trapezista, Mangiafuoco, la donna del lanciatore di coltelli e il clown triste, Guerrini imbastisce un concept che rappresenta il circo nella sua pienezza, dall'ilarità buffa alla commozione, dalla gioia condivisa durante lo spettacolo alla sognante malinconia che ne segue la fine. Anche i brani più carichi di entusiasmo sono costruiti su strutture che, per quanto destino simpatie, sono più semplici divertissement. Gli strumenti arrivano spesso a "mirare" i personaggi del circo, assecondandone i movimenti come la colonna sonora di un film muto. A tratti vengono in mente anche Fellini e alcune arie della musica italiana del secolo scorso, ma soprattutto Guerrini è bravo ad eseguire numeri dotati di una capacità immaginifica che dalla sua testa passano direttamente a quella dell'ascoltatore. Da buon fiorentino combina un'attitudine colta e scherzosa, concettuale e divertente: il suo è un disco ricco di jazz, ma di un jazz atipico, spassoso.
Christian Verzeletti, Mescalina Musica, Giugno 2006
Guerrini sostiene di comporre meglio se ha di fronte a sé uno scenario da sonorizzare e, in attesa di musicare un film, si diverte a farlo con scenari immaginari. Qui l'idea del circo, nata un po' per caso e un po' per calembour, a fare da traino a una musica che certo un po' alle atmosfere di quel colorato mondo si richiama, ma che complessivamente si colloca in un ambito solidamente jazzistico. Neri Pollastri, All about jazz, Luglio 2006
Terzo album a suo nome per Mirko Guerrini, nome storico del sassofono italiano grazie alle sue collaborazioni con Stefano Bollani, Ivano Fossati, la Millenium Bug Orchestra. Il disco è una vera chicca, una sorpresa ironica, sarcastica e canzonatoria ma al tempo stesso godibile e piacevole. Abbandonato il fido Bollani al piano per chiamare a sé Mauro Grossi, il disco Cirko Guerrini è un viaggio, in tredici momenti, nell’universo del circo, come del resto spiega piuttosto elegantemente il nome. Un brano per ogni personaggio, o quasi: dalla Moglie del lanciatore di coltelli, al Pinguino, al Giocoliere, allo Spazzino del Cirko. Un brano per ogni personaggio, e una piccola descrizione per ogni brano, inserita all’interno del booklet, che aiuta – se mai ce ne fosse bisogno – ad entrare nell’atmosfera giocosa del disco. L’idea di fondo è semplice, ma ben organizzata: la struttura dei brani è tanto complessa quanto godibile, ma la scrittura di Guerrini, che ha dato i natali a tutto il disco, è efficace e pungente, così come i suoi interventi al sassofono. Tutti gli altri musicisti del disco gli stanno dietro, contribuendo ad arricchire di spunti tematici – ma anche timbrici, come l’organetto irriverente di Riccardo Tesi in Il Clown, clown che qui è, ovviamente malinconico - ogni brano. Nel disco si trova di tutto: dalla Sigla, che potrebbe tranquillamente sostituire la danza ungherese di Brahms normalmente utilizzata in apertura di spettacolo, alla sottilmente free già citata La moglie del lanciatore di coltelli, alla rumoristica e suggestiva Il Cirko se ne va, passando per il trombone ironico di Rudy Migliardi ne Il Pinguino, e per quello stupendo affresco tematico che è Il Mangiafuoco, impreziosito dalla fantasia di tutti gli strumentisti con assoli prorompenti e unisoni fragorosi. Mirko Guerrini con questo disco, oltre a confermare – come se ne fosse bisogno… - la sua fama di sassofonista, ha anche dato prova di grandi capacità di arrangiamento e composizione, riuscendo a non prendersi troppo sul serio e a far divertire tutti, anche il povero clown malinconico. Diego D’Angelo, Jazz Convention, Year 2006
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"Cirko Guerrini" pur essendo costruito su di un'impostazione jazz, mette in evidenza la natura giocosa di questo musicista. Nonostante sia interamente strumentale e suonato con Saverio Tasca, Mauro Grassi, Daniele Mencarelli e Paolo Corsi, non è un disco strettamente jazz: viene sviluppato un jazz aperto, in cui trovano spazio slanci di musica leggera e popolare. Attraverso le figure di personaggi come il trapezista, Mangiafuoco, la donna del lanciatore di coltelli e il clown triste, Guerrini imbastisce un concept che rappresenta il circo nella sua pienezza, dall'ilarità buffa alla commozione, dalla gioia condivisa durante lo spettacolo alla sognante malinconia che ne segue la fine. Anche i brani più carichi di entusiasmo sono costruiti su strutture che, per quanto destino simpatie, sono più semplici divertissement. Gli strumenti arrivano spesso a "mirare" i personaggi del circo, assecondandone i movimenti come la colonna sonora di un film muto. A tratti vengono in mente anche Fellini e alcune arie della musica italiana del secolo scorso, ma soprattutto Guerrini è bravo ad eseguire numeri dotati di una capacità immaginifica che dalla sua testa passano direttamente a quella dell'ascoltatore. Da buon fiorentino combina un'attitudine colta e scherzosa, concettuale e divertente: il suo è un disco ricco di jazz, ma di un jazz atipico, spassoso.