| Puccini Jazz - Press Review |
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La Fondazione festival pucciniano di Torre del Lago si occupa con rigore delle opere del maestro lucchese. E' pertanto interessante che abbia promosso questa rilettura che il pianista viareggino ha effettuato di alcuni dei più celebri brani di Giacomo Puccini. Un lavoro di arrangiamento e interpretazione in solitudine che è un omaggio al grande compositore, ma anche una sfida personale del pianista al proprio strumento, giacché le arie vengono realmente scavate, sviscerate e quindi molto personalmente reinterpretate, usando stilemi e forme espressive assai diverse. Ne sia esempio l'arcinota Nessun dorma (dalla Turandot), che si sviluppa attraverso passaggi classici, accenti jazzistici, momenti introspettivi, pedali ritmici, così da trasfigurarsi più e più volte e da svelare aspetti solitamente celati. Ma tutto il lavoro, su una base certo suggestiva e collaudata, mette soprattutto in risalto le qualità di Arrighini, sia – e forse soprattutto – come arrangiatore e improvvisatore. E vale la pena osservare come, contemporaneamente, il pianista abbia realizzato un secondo “Puccini jazz”, per quintetto e orchestra d'archi, al quale però questo “Puccini jazz – Recondite armonie” è superiore di una spanna per originalità, sensibilità e misura. Neri Pollastri, Musica Jazz, Marzo 2009
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La Fondazione festival pucciniano di Torre del Lago si occupa con rigore delle opere del maestro lucchese. E' pertanto interessante che abbia promosso questa rilettura che il pianista viareggino ha effettuato di alcuni dei più celebri brani di Giacomo Puccini. Un lavoro di arrangiamento e interpretazione in solitudine che è un omaggio al grande compositore, ma anche una sfida personale del pianista al proprio strumento, giacché le arie vengono realmente scavate, sviscerate e quindi molto personalmente reinterpretate, usando stilemi e forme espressive assai diverse.