| US - Press Review |
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In cantiere c'è il disco "Us" della Giotto Music, con il pianista Claudio Filippini, che reputo un grande talento. L'idea nata da Francesco Ciarfuglia che mi disse che c'era un pianista che mi somigliava molto come approccio alla musica: abbiamo organizzato subito una jam session con Claudio e lì ci siamo conosciuti e trovati subito bene. Da lì è nato il disco.
Claudio Bianconi, Vivere-Corriere dell'Umbria, Novembre 2005
Il primo cd in duo del pianista Claudio Filippini e del contrabbassista Daniele Mencarelli è uno dei migliori appasi da almeno dieci anni sulla scena del jazz italiano. I protagonisti si sono conosciuti per merito di Francesco Ciarfuglia che è un acuto intenditore di musica, e incide e mixa in prima persona i suoi dischi con grande competenza e orecchio finissimo. Quando ha conosciuto filippini e Mencarelli ha capito subito quanto fortunato fosse quell'incontro. "Sono ricchi di tecnica, di espressività, sono capaci di comporre temi assai belli che denotano una progettualità autonoma, e Claudio suona già come Claudio, Daniele come Daniele, e basta". I nove brani del cd sono firmati in maggioranza da loro stessi. Franco Fayenz, Il Giornale, Febbraio 2006
Quando si hanno mille occhi (e orecchie) puntati addosso è facile che si possa avvertire una certa pressione e si corre inevitabilmente di sbagliare; ma Claudio Filippini non ha deluso le aspettative di quanti attendevano impazientemente il suo esordio da autore e questo "US", realizzato in duo con il bassista Daniele Mencarelli, non fa che confermare quanto già era stato detto su questo giovane pianista, e cioè che è uno dei più significativi talenti emergenti del jazz nostrano. Tra le composizioni originali che compongono l'album, da sottolineare l'infinita dolcezza che pervade la terza traccia Luisiana, e l'equilibrio soffuso Mujer Maravilla. Invece, Cosa bolla in pentola (dedicata all'amico Bollani) pare veramente scritta dal pianista toscano, tanto è nevroticamente trascinante. Ma è in 29 marzo e Il Monello, (entrambi scritti da Mencarelli) che il pianismo di Filippini esprime le sue qualità migliori, esibendo quella profonda leggerezza che lo contraddistingue e che a volte richiama Bill Evans. Chiude l'album la cover di un bellissimo pezzo di Rufus Wainwright, Poses; e qui Filippini e Mencarelli decidono di fare la cosa più saggia, limitandosi a eseguire canonicamente il brano, rimandando ad altri il compito di interpretare o stravolgere. Francesco Ughi, Jazzit, Marzo-Aprile 2006
Questo mirabile duo è stato la rilevazione di Umbria Jazz Winter 2006. Prima che il festival iniziasse, non pochi avevano fiutato aria di smobilitazione. Invece non è andata così: il clima magico di orvieto ha vinto per la tredicesima volta. Non sono mancati episodi pregevoli e il concerto di Claudio Filippini e Daniele Mencarelli, che nel programma hanno seguito quasi sempre questo loro primo disco, passa in archivio come uno dei migliori. Entrambi hanno conseguito il diploma in Conservatorio e hanno ottenuto riconoscimenti lusinghieri. Sono anche compositori, lavorano in duo da tempo e sono molto affiatati. Propongono un bel suono d'assieme, temi originali e idee progettuali efficaci. Franco Fayenz, Amadeus
Maturo, a dispetto della giovane età dei due musicisti; misurato e essenziale in molti episodi, energico, quando serve. Us è una buona prova in duo per Claudio Filippini e Daniele Mencarelli: un programma musicale che presenta tre standard suonatissimi, rivisti attraverso una interpretazione personale e una scelta di brani originali di buona fattura. Fabio Ciminiera, Jazz Convention, Year 2006
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In cantiere c'è il disco "Us" della Giotto Music, con il pianista Claudio Filippini, che reputo un grande talento. L'idea nata da Francesco Ciarfuglia che mi disse che c'era un pianista che mi somigliava molto come approccio alla musica: abbiamo organizzato subito una jam session con Claudio e lì ci siamo conosciuti e trovati subito bene. Da lì è nato il disco.