Puccini Jazz CD2 - Press Review PDF Stampa E-mail

cd-puccinijazz2Che il jazz tenda naturalmente alla commistione transgenere è un dogma della musica. Però parallelamente alle contaminazioni più frequentate, ovvero quelle di stampo world e avanguardiste, c'è chi osa nella direzione opposta. E' il caso del pianista Riccardo Arrighini che, invece del confronto contemporaneo, ne elabora uno a ritroso con un progetto dedicato all'opera di Giacomo Puccini.
In “E lucevan le stelle”, dove ad essere impegnati sono un trio jazz più oboe solista, più voce soprano e un'orchestra d'archi. Quindi un drive jazzistico con visione classica? Semplificando molto, anzi moltissimo sì, ma basta approfondire un minimo per scoprire un progetto dagli intenti più precisi.
L'album è prevalentemente lirico. Si parte dalla volontà di non intaccare minimamente il mare magnum melodico pucciniano per reinterpretare la sua opera in un'ottica non solo “jazzy”, ma XXI secolo in senso lato. Tra i brani più incisivi, dall'opera immortale “La Bohème”, la ritmata “Quando m'en vò” e, da “Gianni Schicchi”, lo splendido arrangiamento di “O mio babbino caro”. Morale: se l'unione tra jazz e musica classica ha i connotati dell'autentica sfida, l'unione del jazz con il versante operistico lo è ancor di più. Molto buona la qualità audio, soprattutto se si pensa alla difficoltà del registrare un organico così stratificato e quanto spesso deludano le registrazioni di combo jazzistici che superano i cinque elementi.
Luca Buti, Audio Rewiew, Novembre 2008
 
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