Javier Girotto, Luciano Biondini & Paolo Silvestri ensemble - Press Review PDF Stampa E-mail

cd-ensembleOttimo il rapporto quantità/qualità dei cd sfornati dall'argentino Girotto nei 14 anni di permanenza in Italia: ben 23 da titolare, inclusi quelli con gli Aires Tango. Stavolta il sassofonista si avvale di partner con cui ha legato nelle avventure solistiche, il fisarmonicista Luciano Biondini e l'arrangiatore/direttore Paolo Silvestri, sostenuti da un ottetto di fiati e del basso di Marco Siniscalco. In scaletta troviamo pezzi di Girotto (alcuni tratti da Anniversario del 2002) alternati ad altri di Silvestri. Tristezza e nostalgia, tango e solitudine, jazz solare ed escursioni colte.

Enzo Pavoni, Jazz Magazine, Gennaio 2009


Pagine di Girotto (cinque) e Silvestri (quattro, più una rielaborazione da Stravinskij) compongono questo bell'album, elegante e partecipato, che pone a decantare assieme la tumultuosa danzabilità dell'argentino, il lirismo più allusivo di Biondini e la preziosa quanto composita tavolozza cameristica del nonetto diretto dal genovese (con solisti di razza quali Arcari, Begonia e Bombardieri su tutti). Il risultato è notevole, specie nell'iniziale Historia de Markarì (ove già s'indovinano i contorni di questa sorta di third stream aggiornata), nel trittico Ensemble – Tango – El cacerolazo (che insinua, specie il primo episodio, una qualche discendenza dagli “Sketches Of Spain” davis-evansiani), in Like A Folk Song (con bell'assolo anche multifonico di Begonia) e in Sem saudade (sua naturale espansione).Ognuno, anche in ambito improvvisativo, fa in pieno il proprio dovere, con una marcata forbice climatica, in particolare, fra l'eloquio torrenziale (talora persino un po' sovraccarico) di Girotto e l'aplomb dell'ensemble.

Alberto Bazzurro, Musica Jazz, Febbraio 2009


Dopo numerose e proficue collaborazioni, Javier Girotto, Luciano Biondini e Paolo Silvestri hanno messo assieme un ensemble alla Gil Evans, che vede in formazione musicisti di alta caratura come Mario Arcari, Guido Bombardieri, Marco Siniscalchi, con il quale riproporre, in forma sofisticata e complessa, alcune delle loro composizioni più riuscite (si ascolti la distanza, ad esempio, dell'esecuzione di “Tango senza donne” da quella per piano solo recentemente offerta da Silvestri in Picnic sulla luna).Il gruppo è nato, in realtà, per l'esigenza di riproporre, in un organico più facilmente proponibile dal vivo, l'esperienza del disco Aniversario, registrato a Sofia nel 2002 con un'orchestra sinfonica e Aires Tango, il quartetto con cui da anni è impegnato Girotto. Ma la scelta, di per sé “obbligata,” ha poi aperto prospettive nuove.Il sound del gruppo è infatti eccellente, grazie agli arrangiamenti e alla direzione di Silvestri – che, proprio per concentrarsi sull'organizzazione, in questo caso non prende parte all'impresa come esecutore – ed esalta la qualità tanto del repertorio, quanto dei solisti. Una qualità che, pur costante nel corso di un lavoro coerente e senza sbavature, emerge in particolare in brani come “El cacerolazo” - pezzo di bravura di Girotto al soprano, specie quando si esprime con l'accompagnamento di Biondini - “Sem Saudade – nel quale c'è spazio anche per il clarinetto di Bombardieri e per un assolo sorprendente misurato di Girotto al baritono – o la trascinante, conclusiva “El Morocho”. Particolare interessa desta inoltre l'arrangiamento (ad opera di Silvestri) del “Tango” di Stravinsky.Va notato che si tratta di un lavoro raro nel panorama nostrano (e non solo), per la coralità dell'organico e per l'ampio respiro sonoro. Tale che anche il repertorio, apparentemente molto legato alla tradizione argentina e tanguera, in realtà assume una prospettiva molto diversa e originale.

Neri Pollastri, www.italia.allaboutjazz.com, Maggio 2009
 
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